Dietro le quinte dell’IA. Scenari per l’esplorazione di un fenomeno epocale

Il nuovo modo con cui possiamo interagire con le macchine ci mette, volenti o nolenti, davanti a uno specchio: che cosa rimane di noi e della nostra originalità di esseri umani se, almeno apparentemente, un complesso sistema di algoritmi comprende le nostre domande, risponde a tono, elabora previsioni attendibili? Senza dubbio l’IA solleva interrogativi etici, ma anche la domanda sul “come funzioni” è oggi tanto pressante quanto quella sul “cosa poterne fare”.

Sugli aspetti antropologici, oltre che etici, dell’IA si interroga il nuovo numero (2/2026) di Studia patavina, la rivista della Facoltà teologica del Triveneto, con un focus dal titolo Dietro le quinte dell’IA. Scenari per l’esplorazione di un fenomeno epocale, a cura del teologo Stefano Didonè (Facoltà teologica del Triveneto) e del filosofo Giovanni Grandi (Università di Trieste).

«Gli interrogativi sul funzionamento aprono altre profondità – scrive Giovanni Grandi nell’introduzione delineando le coordinate dell’approfondimento – che investono innanzitutto la sostenibilità delle risorse di IA e del loro sviluppo, evocando poi anche questioni geopolitiche. Più acerba sembra essere la riflessione teologica, cha ancora stenta a leggere nelle sue pieghe un’innovazione che potrebbe segnare cambiamenti nella comprensione dell’umano e del reale».

I quattro contributi in cui si articola la riflessione sono a cura di Evan Battistel, Università eCampus e Ca’ Foscari di Venezia (Imitare l’umano. Architettura dell’intelligenza artificiale e implicazioni filosofiche, antropologiche e sociali), Teresa Scantamburlo, Università di Trieste (Etica dell’IA. Sfide e prospettive), Ferruccio Ceragioli, Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale (Sull’intelligenza artificiale: una prospettiva tecnologica, antropologica e teologica) e Giorgio Bozza, Facoltà teologica del Triveneto (La sostenibilità energetica e ambientale dell’IA. I costi invisibili al grande pubblico)…. continua a leggere…

 

Treviso, 3 ottobre 2026