“RIPENSARE LA SALUTE: DIALOGO TRA SAPERE SCIENTIFICO ED ESPERIENZA UMANA”.
WORKSHOP FORMATIVO INTERPROFESSIONALE PER LA GIORNATA NAZIONALE DELLE PROFESSIONI SANITARIE
“Ripensare la salute: dialogo tra sapere scientifico ed esperienza umana”: è questo è il titolo del workshop formativo interprofessionale organizzato per celebrare la “Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato”, che ricorre il 20 febbraio.
Un impegno portato avanti grazie alla sinergia tra Azienda ULSS 2 e Università di Padova, con la partecipazione fattiva dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Giovanni Paolo I di Treviso.
La giornata, istituita nel 2020, nasce quale momento per onorare il lavoro e l’impegno dei professionisti sanitari che, quotidianamente, affrontano le sfide di un sistema sanitario complesso per garantire il diritto alla salute e la tutela della dignità di ogni persona.
Un appuntamento diventato, ormai, una tradizione per i formatori universitari che, anche quest’anno, celebrano la giornata insieme agli studenti iscritti ai corsi di Laurea triennali delle Professioni sanitarie e a quello in Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, nel Campus di Treviso.
Questa giornata rappresenta non solo una ricorrenza simbolica, ma un’occasione educativa significativa per riconoscere il valore umano, etico e relazionale delle professioni della cura, oltre alla loro imprescindibile competenza tecnico-scientifica.
In un momento storico dove la dimensione tecnica, fatta di digitalizzazione, intelligenza artificiale, cyber-spazio, è entrata prepotentemente e necessariamente nei nostri contesti di cura, l’uomo mantiene la sua essenza e la sua peculiarità: l’umanità, appunto.
La salute, nelle sue declinazioni contemporanee, non riguarda esclusivamente la dimensione biologica dell’individuo, ma si intreccia con la qualità delle relazioni, la cultura, l’esperienza soggettiva e i contesti sociali in cui viviamo. In quest’ottica, l’umanizzazione delle cure, intesa come capacità di coniugare competenze tecniche con empatia, ascolto e dialogo, rappresenta un cardine fondamentale per una sanità che possa guardare lontano.
In una prospettiva futuristica, il concetto di salute si sposta progressivamente verso una visione olistica, dove la prevenzione, la promozione del benessere e la sostenibilità sociale assumono pari dignità rispetto alla cura delle malattie. Questo implica una formazione integrata e interprofessionale che non solo trasmetta competenze tecniche, ma favorisca anche l’acquisizione di capacità di ascolto, pensiero critico, lavoro in team e relazione con l’altro, ponendo la persona e la comunità al centro delle politiche e delle pratiche sanitarie.
La Giornata di venerdì 20 febbraio rappresenta, dunque, uno spazio di riflessione e di presenza ed un’occasione per ripensare alla salute e alle professioni della cura in un’ottica dinamica, integrata e profondamente umana, per una sanità che sia insieme scientificamente avanzata e profondamente vicina alle persone.
Nel futuro, la salute sarà l’armonia tra tecnologia e umanità: i nostri corpi dialogheranno con reti intelligenti, ma resteranno custodi di emozioni, desideri e storie che ci rendono unici. Ogni battito, ogni pensiero diventerà parte di un ecosistema vivente in cui la scienza ascolta l’esperienza umana, e l’esperienza umana impara dalla scienza, trasformando la cura in un dialogo vivo, sensibile e profondo tra ciò che possiamo misurare e ciò che possiamo sentire.
Treviso, 16 febbraio 2026

